…in medio, stat virtus!
Sa artikulong ito si legge una opinione della giornalista Barbara Palombelli.
Dare dei “bamboccioni” con poche aspirazioni ai giovani italiani è veramente la misura del distaccamento della parte “pubblica” della politica e di chi si fregia di produrre informazione spacciata per essere super partes…
D’altro canto, continuare a proporre il “sogno” startup per giovani che devono far funzionare un sistema costruito per avallare il meccanismo Over The Top, porta ad una fuga di cervelli e soprattutto ad un salasso continuativo di risorse. I due estremi sono deleteri.
Se la Palombelli sbaglia nel sparare sentenze decontestualizzate dalla attuale crisi strutturale del sistema economico locale ed europeo, dall’altro continuare a far passare il messaggio che l’unica possibilità per gli imprenditori in ICT sia quella di diventare schiavi di una OTT americana, è altrettanto sbagliato.
Non dimentichiamo che le dimensioni spropositate di queste società di tecnologia sono dovute per la gran parte a tecniche commerciali “poco trasparenti” e a regimi fiscali asimmetrici.
Questi due punti costruiscono le condizioni ideali per la concorrenza sleale e , in un mondo della comunicazione ove si converge su pochi canali di ricerca, sulla pubblicità ingannevole che pilota scelte e consumi ( …..altro che neutralità della rete…..stiamo lontani anni luce da questo concetto sacrosanto!!!)
Se in Italia o in Europa non emergono personaggi del calibro di quelli americani, di sicuro NON è per la mancanza di idee, di talento o di spirito imprenditoriale….ma di condizioni REALI di concorrenza aperta e strasparente.
Naturalmente di ciò dobbiamo ringraziare, non solo i nostri politici, ma anche i colleghi che siedono a Bruxelles.
una prova del 9 per questo tentativo di governo, sarà il mantenimento , o meno, della web tax, unico vero approccio possibile per riportare quelle condizioni minime di concorrenza equiparate per le nostre aziende e per tutte quelle europee!
ComputArte sa copyright