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Infrangere la privacy è un attacco alla democrazia.

Infrangere la privacy è un attacco alla democrazia.

 

Fatto salvo il diritto alla cronaca sui soliti quattro ladri e truffatori che si nascondono dietro una infrazione della privacy puntando il dito verso quegli editori e giornalisti che hanno pubblicato notizie sui loro latrocini, tutto il resto è un attacco alla democrazia.

Lo spionaggio continuativo di tutti e tutto ciò che transita sui server di terze parti, non è solamente un atto illecito, ma anche un vero e proprio attacco alla base democratica di società che ispirano la loro fondazione sulla libertà ed il rispetto altrui.

Il sistema di comunicazione e scambio dati ha subito una malformazione letale per i principi di sana convivenza, concorrenza leale e rispetto delle regole.

I soggetti che manovrano tale “evoluzione” stanno già da qualche anno proponendo l’idea di lasciare in cloud tutti dati….allo scopo di avere ancora più facilità nello spiare i dati e defilarsi dal reato di furto degli stessi.

Laidi portavoce di questi soggetti, continuano a proferire una nenia che suona così: “ chi non ha nulla da nascondere, non deve temere nulla”…ma perché devi essere comunque TU, Over The Top company , ad avere i dati di tutti.

Perché TU, OTT, analizzi, aggreghi, ricomponi e vendi i dati per profilare la pubblicità?!

Chi ci garantisce che NON vendi questi dati a scopo di spionaggio industriale?

Chi ci garantisce che non analizzi e studi dinamiche di gruppo per profilare singoli e gruppi a seconda della religione, del reddito, dello stato di salute, dei rapporti sessuali e degli usi e costumi più intimi?

Chi ci garantisce che i dati da te raccolti non vengano utilizzati contro di noi?

La risposta è unica: NESSUNO!

Nel frattempo chi dovrebbe vigilare, fa orecchie da mercante e, più o meno “inconsapevolmente”, continua ad avallare questa politica scellerata, come sta avvenendo in Irlanda ( fonte il Corriere delle Comunicazioni http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/28244_facebook-e-datagate-l-alta-corte-irlandese-intervenga-la-ue.htm ) dove il garante della privacy, interrogato sul fatto che Facebook ha infranto la privacy di un utente fornendo informazioni personali all’NSA, si dichiara non competente, rimandando la patata bollente alla Commissione Europea….che si muove come un bradipo addormentato!

E mentre l’Europa continua a cincischiare e a perdere tempo prezioso per consentire alle aziende europee di tornare competitive almeno facendo pagare le tasse alle OTT e proteggendo la loro privacy , la Russia si muove senza indugi : il Cremlino ha approvato una legge che obbliga i social network a mantenere i dati in server all’interno del territorio russo ( fonte Hardware Upgrade http://www.hwupgrade.it/news/web/per-la-russia-i-dati-dei-social-network-devono-restare-nei-confini-del-paese_53079.html ).

E c’è chi lancia l’allarme per la libertà per un famigerato accordo firmato da 50 paesi (Europa e Italia comprese) , denominato TISA (Trade in Services Agreement) il cui scopo, molti denunciano, essere quello di cancellare il potere d’intervento dei governi e lasciare mano libera alle varie multinazionali distruggendo non solo il diritto alla privacy dei cittadini, ma la capacità di competere delle aziende e la stabilità delle democrazie ( ….seppure imperfette!) ( fonte il Corriere delle Comunicazioni http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/28541_se-su-internet-si-perde-la-liberta.htm ).

In questo quadro desolante, che si riverbera direttamente sulle economie europee in crisi e nella mancanza di posti di lavoro e l’incapacità di competere ad armi pari delle aziende europee, siamo tutti chiamati a rimboccarci le maniche e iniziare a prendere consapevolezza di questa situazione ASSURDA.

E’ NECESSARIO CAMBIARE!

Per finire segnalo l ‘ USER DATA MANIFESTO , che altro non è che l’esigenza nascente e vivida di mantenere la proprietà ed il controllo dei propri dati http://userdatamanifesto.org/

 

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